15 set 2018

My Bloody Deadly Crush intervista all'autrice Chiara Lipari

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Chiara Lipari parlaci un po di te, chi sei e cosa fai nella vita?

Sono una studentessa, ho appena finito il liceo e mi sono iscritta all'università; le mie grandi passioni sono la recitazione e la narrativa, inoltre pratico pattinaggio artistico a rotelle.

 

In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte, di giorno, in viaggio, in una stanza particolare o in un momento preciso della giornata?

Io amo scrivere sempre, non esiste un momento in cui mi piaccia di più... e sono capace di farlo anche nella più improbabile delle situazioni!

 

Come nasce la tua opera ''My Bloody Deadly Crush'?

My Bloody Deadly Crush è nato nel 2015 dalla combinazione di un mio bizzarro sogno su un sarcastico angelo della morte e una vecchia bozza di un mio progetto.

 

Per descrivere i protagonisti del tuo racconto a chi ti sei riferita nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia? Se sono il frutto della tua fantasia, come li hai costruiti i discorsi ed i comportamenti di chi non è mai esistito? Ti sei appoggiata a qualche frammento di razionalità?  Solo Scarlett è ispirata a una persona reale, in quanto quella ragazza da me presa come modello ha aspetto e personalità davvero caratteristici. Gli altri sono puramente inventati (nonostante mi rispecchi molto in Tristan). Semplicemente cerco di immaginare come si comporterebbe una persona con una data personalità e faccio agire i miei personaggi di conseguenza. 

 

Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per la scrittura del tuo libro? 

Continuavo a ripensare a quello stranissimo sogno in cui venivo arruolata da un angelo della morte per dare la caccia a dei criminali. Sì, ho sempre fatto sogni "particolari", diciamo... Per me è normale amministrazione!

 

Quando hai incominciato a scrivere? 

Scrivo da quando ero bambina, da quando addirittura non sapevo ancora scrivere: agli inizi, infatti, le storie che inventavo le dettavo a mia madre, la quale le trascriveva.

 

Eri sicura di diventare uno scrittore? 

No, per niente! Scrivere è sempre stato la mia passione, ma mai avrei immaginato che potesse diventare qualcosa di più, solo da qualche anno alcuni amici hanno iniziato a spronarmi a inviare i miei manoscritti agli editori e solo a quel punto ho iniziato a realizzare che i miei lavori valevano qualcosa.

 

Ci sono scrittori disciplinari, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu? Che scrittore sei? 

Io sono istintiva in un primo momento: ho sempre un sacco di idee e le stilo giù tutte. Poi, a libro concluso, sono metodica, nel senso che leggo e rileggo il manoscritto più volte, correggendo tutto nel dettaglio. 

 

Quante storie, romanzi, racconti, libri e-book hai scritto finora? 

Di pubblicato ne ho solo uno, per ora; mentre di libri completi che difficilmente vedranno la luce ne ho almeno sei.

 

Qual è il tuo pubblico ideale? A chi lettore pensi quando scrivi?

Generalmente penso ad adolescenti e giovani adulti. My Bloody Deadly Crush, in particolare, è pensato per gli appassionati al genere fantasy e per chi vuole avvicinarsi al genere in quanto è molto leggero.

 

Prossimamente... cosa hai in programma? 

In forno ho un romanzo rosa già concluso e al momento mi sto occupando di un romanzo... epico (?) molto particolare, che temo mi porterà via parecchio tempo. Però tornerò presto al fantasy, ho già delle idee per i prossimi due libri!

 

 

 

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  • Grazie all'autore di aver rilasciato la sua intervista ai microfoni di Good Job alla Fiera del Libro di Firenze. Ma adesso ci dedica del tempo anche a noi di Nuuuuz.com perché ha tanto da raccontarci! Prestissimo l'intervista potrà esser letta anche sul Giornale il 'Nuovo Picchio'. Buona Lettura! 1. Parlaci un po di te, chi sei e cosa fai nella vita? Non sono uno scrittore di professione, se è questo che vuoi sapere. Rappresento il sogno realizzato di Checco Zalone...Ho il posto fisso, e nei momenti liberi, concedo sfogo ai personaggi presenti nella mia testa cercando di scrivere delle storie degne di tale nome. 2. In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte, di giorno, in viaggio, in una stanza particolare o in un momento preciso della giornata? Leggo dappertutto, ma quando si tratta di scrivere, vado a rintanarmi nel mio piccolo appartamento fiorentino, perlopiù in stanza da letto. La storia di Santino Capareola è stata concepita però in una piccola camera, condivisa tra le altre cose con uno dei miei migliori amici, un ragazzo palermitano, ma di lui parleremo più avanti. 3. Come nasce la tua opera? Lo Sfasciafamiglie, così come tutte le storie che adoro scrivere, nasce da un paradosso narrativo, in questo caso, quello dell'aspirante Santo che tira a campare facendo saltare matrimoni. I forti contrasti, se ben elaborati, possono dare a vita a storie e vicende estremamente interessanti. 4. Per descrivere i protagonisti del tuo racconto a chi ti sei riferito nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia? Se sono il frutto della tua fantasia, come li hai costruiti i discorsi ed i comportamenti di chi non è mai esistito? Ti sei appoggiato a qualche frammento di razionalità? Un forte impulso a uno dei personaggi del mio romanzo è stato dato proprio da Andrea Parrinello (uno che farà tanta strada in teatro), il mio caro amico palermitano. Per il resto, mi sono limitato a prestare ascolto ai personaggi presenti nella mia testa. Lo so, è strano, ma ti assicuro che è proprio così. Il bambino de "IL SESTO SENSO" vedeva persone morte? Bene, io vedo persone , fin troppo vive, sulla carta. 5. Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per la scrittura del tuo libro? Come ho già detto prima, adoro i contrasti, quelli belli forti. Il processo creativo che porta alla stesura di una narrazione è semplice per chi lo intraprende mentre un po' meno invece risulta esserlo, per tutti coloro che cercano di comprenderne il senso osservando con occhio distaccato. La narrativa è la libertà che viaggia libera, senza freni. La fonte ispiratrice può essere un piccolo dettaglio insignificante o anche una ricca sequenza di immagini, se non addirittura un semplice suono. Insomma non esiste una verità assoluta. 6. Quando hai incominciato a scrivere? Avevo all'incirca undici anni quando afferrai per la prima volta la penna, cercando di dare voce ai personaggi e alle storie presenti nel mio immaginario. Ero un bambino timido che cercava di trarre forza vitale dalle narrazioni. 7. Eri sicuro di diventare uno scrittore? Non lo ero allora, e non lo sono neanche adesso. Per me la scrittura è puro divertimento creativo...una sorta di bacchetta magica che consente di spostarmi in realtà parallele, dove tutto può essere possibile. Il mestiere dello scrittore lo lascio volentieri ad altri. La scrittura, per me, è puro amore, e non professione. 8. Ci sono scrittori disciplinari, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu? Che scrittore sei? Io sono una via di mezzo. Non esiste una verità assoluta. Mi limito a dare voce ai miei personaggi; concedendo loro ampi margini di manovra narrativa. 9. Quante storie, romanzi, racconti, libri e-book hai scritto finora? Ne ho scritti tanti, ma "LO SFASCIAFAMIGLIE", per ora, è l'unico pubblicato. Gli altri li conservo nel cassetto, per ora. Domani? Chissà, dopotutto, i cassetti, di tanto in tanto, vanno aperti. 10. Qual è il tuo pubblico ideale? A chi lettore pensi quando scrivi? Ho sempre scritto storie che avrei voluto trovare negli scaffali delle librerie, e continuerò a farlo. Scrivo per me stesso e per tutti coloro che vogliono approcciarsi a una narrazione con un bel sorriso stampato sulle labbra. 11. Prossimamente... cosa hai in programma? Voglio continuare a divertirmi, creando tante altre storie. Nel frattempo, non vi rimane che fare i bravi!
  • 1. Lara parlaci un po’ di te, chi sei e cosa fai nella vita? Sono una donna dalle mille sfaccettature, ma questo lo ritengo un regalo della vita che, a volte, ci manda determinate esperienze per diventare ciò che davvero vogliamo e abbiamo dentro. Infatti, una delle cose che ho fatto, è far diventare una delle mie passioni il mio lavoro (editor e consulente editoriale). 2. In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte, di giorno, in viaggio, in una stanza particolare o in un momento preciso della giornata? Sono molto ispirata quando viaggio, ma anche dai tramonti e le albe, la vita. Quando arriva l’ispirazione bisogna inciderla da qualche parte, anche su un tovagliolo di carta! Dopo non è più la stessa cosa. Il mio angolo da scrittrice è la scrivania, con i miei cristalli e le essenze, ma anche la spiaggia d’inverno. 3. Come nasce la tua opera: “Sabbia tra le mani”? E' nata in un momento in cui ho iniziato a scrivere le mie riflessioni ricapitolando un pezzo della mia vita, con i momenti belli e brutti, osservando quanti cambiamenti in me ho fatto, e dove sono arrivata, ecco perché la vita è come la sabbia tra le mani, se non cambi ciò che non ti piace, scivola via. 4. Per descrivere i protagonisti del tuo racconto a chi ti sei riferita nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia? Se sono il frutto della tua fantasia, come li hai costruiti i discorsi ed i comportamenti di chi non è mai esistito? Ti sei appoggiato a qualche frammento di razionalità? È tutto riferito alla vita reale, specialmente in Sabbia tra le mani, in cui parlo di vita, ma anche dell’osservazione delle cose che abbiamo attorno. Razionalità zero, tutto è interconnesso tra noi e ciò che ci circonda, anche gli eventi che arrivano nella nostra vita lo sono. La bellezza dell’Essere Vita non ha prezzo. 5. Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per la scrittura del tuo libro? Sicuramente, oltre al mio vissuto, il mare! È una parte di me incisa nell’anima. È un elemento che mi rispecchia molto, a volte calmo, limpido, a volte burrascoso, ma pur sempre se stesso. Il mio migliore amico in assoluto, quello in cui posso specchiarmi, riflettere, sfogarmi, e ringraziarlo per i l suo infinito. 6. Quando hai incominciato a scrivere? Ho iniziato a 14 anni, ma nulla di ciò che scrivevo è stato ritrovato, sicuramente è rimasto dentro me, infatti in “Sabbia tra le mani” c’è anche una parte di quel periodo e della mia infanzia. Flashback che portano al presente, e che sono incisi in questo testo in una sintesi di cambiamenti interiori. 7. Eri sicura di diventare una scrittrice? No, me ne sono resa conto solo quando ho tirato fuori quella parte di me assopita da tanti anni, e devo dire che mi ci sono ritrovata come se lo avessi fatto da sempre, a volte scrivo e poi rileggendomi… “Ma… l’ho scritto io?” Credo che questo sia la prova che abbiamo il dono della scrittura, la “penna” scorre e basta. 8. Ci sono scrittori disciplinari, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu? Che scrittore sei? Non sono molto metodica, ma piuttosto creativa, lascio scorrere la scrittura, ma poi vado a rileggere e revisionare, non troppo però. Nel caso di un romanzo, certo, dopo la prima stesura lo lascio lì. Lo riprendo dopo qualche mese, ma anche lì non mi soffermo troppo, ci vuole la tecnica, ma siamo ciò che scriviamo. 9. Quante storie, romanzi, racconti, libri e-book hai scritto finora? Pubblicati ho all’attivo 6 testi tra sillogi, racconti, e un’antologia da me curata, edita nel 2017, e ovviamente l’ultimo uscito a Gennaio 2018 “Sabbia tra le mani”, inediti tanti. 10. Qual è il tuo pubblico ideale? A quale lettore pensi quando scrivi? Sicuramente un pubblico che abbia voglia di cogliere qualcosa da ciò che legge, e che abbia voglia di riflettere attraverso un libro che sia esso poesia o altro. Quando scrivo non penso, mi metto nei panni del lettore quando rileggo il testo e se la risposta alla domanda “leggerei questo libro?” è sì, allora vado avanti. 11. Prossimamente... cosa hai in programma? Per la fine di quest’anno ho in programma una nuova uscita per la poesia, e in corso di scrittura un romanzo. Oltre a questi un’altra silloge, ma deciderò in seguito quando pubblicarla, resta il fatto che continuo a scrivere, a prescindere dalle pubblicazioni che poi vengono da sé.
  • 1. Parlaci un po di te, chi sei e cosa fai nella vita? Mi chiamo Alessandra Toti e sono un'autrice esordiente bergamasca. Abito a Sarnico sul Lago d'Iseo dove lavoro come ausiliare del traffico. Sono amante della lettura, prevalentemente romanzi fantasy e di narrativa e mi piace definirmi “praticante di sciamanesimo”. 2. In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte, di giorno, in viaggio, in una stanza particolare o in un momento preciso della giornata? Scrivo quando posso, in base agli impegni, che sia sera o giorno. L'importante è che ci sia silenzio e pace, al massimo un leggero sottofondo musicale per l'ispirazione. Già, scrivo più in base alkle idee che ai momenti. 3. Come nasce la tua opera? Le mie opere nascono tutte dalla necessità di sfogare e far conoscere al mondo le mie passioni, le cose che mi piacciono e accendono il mio interesse, con il solo scopo di condividere. Ovviamente miro a lasciare anche un segno del mio passaggio per questo. 4. Per descrivere i protagonisti del tuo racconto a chi ti sei riferita nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia? Se sono il frutto della tua fantasia, come li hai costruiti i discorsi ed i comportamenti di chi non è mai esistito? Ti sei appoggiato a qualche frammento di razionalità? La stragrande maggioranza dei miei personaggi è ispirata a persone reali, tranne che nel mio ultimo romanzo “L'abbaglio delle tenebre”, dove ho inventato parecchio, tranne la personalità e l'aspetto della protagonista... Quella sono io stessa. 5. Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per la scrittura del tuo libro? Parlo sempre al plurale perché di libri ne ho molti pubblici, ma di solito mi ispiro a fatti reali che poi modifico con la mia fantasia. Oppure m'ispiro a luoghi o persone che hanno lasciato un'impronta importante nella mia esistenza. 6. Quando hai incominciato a scrivere? Scrivo dall'età di sei anni, non proprio romanzi, ma i temi a scuola mi entusiasmava farli, è come se la scrittura fosse sempre stata parte di me, è un amore senza tempo. 7. Eri sicuro di diventare uno scrittrice? No, credo di aver egoisticamente desiderato diventarlo per ego, ma riflettendoci ora mi sento più una semplice “scribacchina” che si diverte a creare storie per divertire ed emozionare. 8. Ci sono scrittori disciplinari, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu? Che scrittrice sei? Scrivo di getto, non preparo mai scalette ma lascio fluire le parole come vengono. Piuttosto cerco di rileggere giusto per apportare qualche correzione e vedere a che punto sono con la storia. 9. Quante storie, romanzi, racconti, libri e-book hai scritto finora? Finora sono arrivata a circa 20 romanzi, tra cartacei ed ebook, alcuni in fase di pubblicazione, altri volumi di saghe, qualcuno già sugli store, altri che attendono di farsi pubblicare, nascosti tra i miei file. Ne ho ancora altri in fase di creazione... 10. Qual è il tuo pubblico ideale? A chi lettore pensi quando scrivi? Scrivo ma non ci penso, chi vuole leggere e scoprire il mio mondo, i confini sono aperti a tutti. Ammetto, però, che il target dei miei libri sarebbe più per ragazzi giovani e donne. 11. Prossimamente... cosa hai in programma? In ambito lavorativo spero di riuscire a diventare agente di Polizia Locale. In ambito scrittura... ho tanti altri bei romanzi che attendono il loro seguito e, magari, un posticino rispettoso nel mondo editoriale.

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