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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

"Il cielo ormai ha un colore diverso" di Giuliano Bottani

Tempo di aprire la porta che la giornata assume una nuova ed imprevista svolta: Daniele tiene la mano sulla maniglia e si gratta il capo con la testa ronzante e la bocca impastata. Davanti alla soglia di casa sta suo nonno: ottantasei anni, camicia rosa mezza aperta e la maglia bianca della salute in vista, i pantaloni neri sono tirati fino all'ombelico e sono stretti intorno alla pancia da una cinta di cuoio consunta.

– Voglio il divorzio! – dice stringendo forte nella mano destra una valigia marrone riportata in vita dalla seconda guerra mondiale, l’ha chiusa con uno spago di iuta, legata stretta con un nodo.

Daniele sbadiglia, non ricorda molto della nottata precedente e dei suoi strambi amici. Il nonno lo prende per una spalla, nonostante l’età ha ancora una bella forza, e lo tira via sul pianerottolo.

– Andiamo, portami alla casa al mare! –

Daniele si sveglia definitivamente: – che cazzo dici nonno? – I due si scrutano, generazioni a confronto. Il nonno sbuffa, non ha la patente e di farsela a piedi fino al mare non ha voglia. Daniele diviene conciliante: – entra dentro dai, ti faccio il caffè – apre la porta e lo fa accomodare – mi sono appena alzato e non c’è nessuno, faccio colazione e ti accompagno–.

Lo sguardo dell’anziano è pieno di orgoglio ferito, le labbra dure in una smorfia di disprezzo. Daniele prende la valigia e con fare calmo la mette a terra vicino alla porta.

– Su nonno, beviamoci un caffè – dice poi avviandosi in cucina – non è che ho capito tanto che vuoi fare -.

La macchinetta del caffè gorgheggia. Il nonno è in cucina, con le mani poggiate sullo schienale di una sedia, l’ultima della fila. Scruta fuori dal vetro della porta finestra, in silenzio. – Nonno vuoi una spremuta? – Daniele ha in un mano un coltello e nell'altra una grossa arancia. Il vecchio scuote il capo. Daniele, spegne il gas, poi poggia il coltello sull'arancia.

Il nonno sussurra: – il cielo ormai ha un colore diverso –.

La lama scende decisa ma distratta e insieme alla rossa polpa recide la pelle del pollice. Sangue e dolore. Daniele urla lasciando cadere il coltello. Il vecchio farfuglia qualcosa, ma il ragazzo non può capirlo: – che cazzo nonno – stringe i denti fasciandosi il pollice – dai basta con questa storia – stringendosi il dito guarda il nonno. Entrambi soffrono. E il caffè si sta freddando.

Daniele osserva con le lacrime agli occhi il contenuto della valigia: 3 paia di calzini, 2 mutande, una maglietta e lo spazzolino.

Daniele ride: – Nonno il cielo avrà pure un colore diverso ma tu non cambi mai! – Il nonno sta seduto con lo sguardo offeso.

Squilla il telefono, Daniele risponde: – pronto? – si gratta la testa col pollice fasciato – sì è qui – Si gira verso il nonno e gli fa l’occhiolino. – Carbonara? – sorride, poi la saluta: – ci penso io nonna, stai serena –.

Per tutto il viaggio il nonno non parla, si guarda intorno come un passero infreddolito, valigia sulle gambe, stretta a mo’ di scudo. Daniele lo conosce, fa un giro largo e attraversa mezza Roma per farlo star sereno.

La mente del vecchio non riesce più a seguire lo scorrere veloce delle auto intorno, il groviglio delle strade, il traffico e il caos. Non la comprende più questa città, non la ricorda.

Daniele improvvisamente si ferma davanti alla casa dei nonni: il portone chiuso con la tettoia in legno e cotto. Una campana per non bussare e i quattro gradini sulla sinistra. Ai lati due porticine scolorite dal tempo, vecchie come i loro proprietari. Uno è morto, infatti il portone di destra ha il cartello vendesi. Il vecchio ci mette qualche secondo a comprendere, poi guarda il nipote come fosse il nemico.

Daniele scende dall'auto e gli apre lo sportello. Ennesimo scambio di sguardi. Il nonno è ora un bambino che stringe la vecchia valigia e non vuole scendere.

– La nonna ti ha fatto la carbonara! – Daniele è sereno.

Il vecchio ci pensa su, nella mente pensieri sparsi, non ricorda neanche perché se n’è andato via con quella valigia. Il profumo del suo piatto preferito lo raggiunge come un raggio di sole. Sorride annusando l’aria di casa, poi scende dall'auto e sussurra: – tua nonna avrà usato il guanciale? Non si usa la pancetta, glielo dico sempre! Quella si scorda…–. Daniele se la ride scuotendo il capo, poi prende la valigia ed insieme entrano in casa.

Fine

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