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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

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Intervista Alessia Perugino 07/09/2018

Alessia Perugino chi sei e cosa fai nella vita?

Io amo definirmi "una che scrive". Scrivo per passione e da tre anni ho pubblicato il mio primo libro di poesie! A luglio, invece, ho presentato il mio primo romanzo. Amo i bambini e dò lezioni di varie materie a giorni alterni, ma ciò che preferisco di più è lavorare con la mia CE alla rivista e alle interviste. In più sono appassionata di musica, amo cantare e, nonostante io abbia una disabilità, mi diverto anche a farmi guidare dalla musica ballando quando posso.


Perché hai incominciato a scrivere? C'è un'immagine nella tua memoria in cui avete deciso di voler diventare scrittrice?

Io ho capito di voler diventare una scrittrice quando andavo alle scuole superiori...prima di allora scrivevo per passione e per dare sfogo alle mille emozioni che mi riempivano l'anima. Quel giorno, però, vedendo l'emozione negli occhi di una mia compagna di classe, mentre leggeva una mia poesia, ho capito che volevo che anche altri si emozionassero leggendo ciò che scrivo. E adesso non riesco a farne a meno.


Ci racconti il tuo rapporto con la scrittura e com'è cambiato nel tempo? Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos'è rimasto? Cosa è perduto? Cosa si è guadagnato?

Come ho già accennato, prima scrivevo solo perché avevo bisogno di buttare fuori tante emozioni..inizialmente negative. Oggi, invece, scrivo perché ho capito che è un dono, e chi ha un dono deve farne un buon uso: la mia speranza é emozionare e aiutare attraverso le mie frasi, far sì che qualcuno possa riconoscersi in ciò che scrivo e rendersi conto che possiamo farcela, che se io ho superato quei brutti periodi, possono farlo anche loro. Il tema principale é la diversità, il concetto che non è una malattia a renderci limitati, ma la nostra forza di volontà! Chi è disabile può e deve vivere come tutti gli altri, perché questa distinzione é frutto delle nostre menti... non siamo diversi, siamo unici, ognuno con le nostre peculiarità. Ho guadagnato la consapevolezza di poter essere utile anche stando seduta a scrivere, di valere nonostante la società dica il contrario...e ho perso le mie paure, la vergogna di sentirmi inferiore solo per il mio modo di camminare.


Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?

Io penso a chi si sente solo, a chi affronta qualcosa di tanto difficile da sentirsi schiacciare dal suo peso. Penso a chi cerca la libertà di essere se stesso contro ogni pregiudizio.


Che relazione c'è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali? E come convivono questi aspetti nella tua produzione letteraria?

Cerco sempre di trattare tematiche di attualità, perciò è fondamentale per me conoscere le influenze politiche e sociali di una data cultura...parlando di diversità esprimo spesso l'ideale di "perfezione" che ci impone la nostra cultura, quello della ragazza dal fisico perfetto ecc... E lotto molto perché tali preconcetti vengano smontati, attraverso ciò che scrivo.

Anche quando scrivo fantasy cerco sempre di inserire un messaggio di un certo spessore, proprio perché credo che chi fa questo "mestiere" abbia fra le mani la possibilità di sensibilizzare le persone e, chissà, contribuire a rendere migliore la nostra amata terra.


Andrea Ansevini: Cosa è che detesti quando scrivi?

Il silenzio assoluto! Mi spaventa quel senso di immobilità..quasi come se stia per accadere qualcosa che mi distrarrà dal testo.


Andrea Ansevini: Riesci a scrivere facendo altre cose, tipo parlare con chi sta vicino a te o devi per forza stare da sola e concentrarti?

Preferisco la confusione quindi sono in grado di scrivere e conversare con qualcuno contemporaneamente è fonte di ispirazione il contratto con gli altri!


Eli Valverde: A che età hai iniziato a scrivere?

Ho scritto la mia prima poesia a 8 anni... ma già dai 6 avevo il mio piccolo diario.


Andrea Ansevini: A te che genere piace scrivere?

Prediligo la poesia ma mi diletto a mischiarla con la prosa; ad esempio il mio romanzo è tratto da una delle poesie presenti nel primo libro che ho pubblicato.


Andrea Ansevini: Scrivi mai quando sei in giro con amici e amiche?

Spesso nel mezzo di una conversazione lascio tutti e mi appunto qualcosa che mi arriva in testa, che sia una poesia o l'incipit di un romanzo devo scriverlo subito. I miei amici ci sono abituati ormai.


Andrea Ansevini: Che autore preferisci più di tutti?

Adoro Jane Austen da sempre...e Carlos Ruiz Zafon.


Andrea Ansevini: C'è qualche film a cui ti ispiri nello scrivere?

Sinceramente no. Guardo poco i film amo molto di più leggere.



In che misura (con altri scrittori, poeti, intellettuali) hanno influito nella tua scrittura?

Io sono sempre stata una divoratrice di libri e credo sia stato fondamentale e abbia creato il modo in cui scrivo oggi..in particolare leggendo molti fantasy di Licia Troisi ho imparato a descrivere alcune scene in modo più approfondito e mi ha aiutata molto nella descrizione psicologica dei personaggi.



Per descrivere un personaggio X a chi ti sei riferito nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia?

I miei personaggi sono quasi tutti reali... anche una ragazza che ho visto passare in spiaggia è diventata un personaggio di una storia che non ho ancora pubblicato mi ispiro molto alle persone che vedo intorno a me e alle mie esperienze personali.


Hai piacere a condividere un pezzo estratto dal tuo libro?

"Una rosa senza spine, é ancora una rosa? Un essere umano, senza le proprie imperfezioni, può ancora definirsi un essere umano? Non sarebbe più semplice, imparare a cogliere le persone, come si fa con una rosa? Facendo attenzione alle spine, così da non farci male?" Tratto dalla prefazione del mio romanzo.


Prossimamente... Cos'hai in programma?

Sto lavorando alla seconda parte del mio romanzo, ma ho altre poesie che vorrei pubblicare in un libro e altre due trame per dei romanzi totalmente diversi.




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