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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

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Intervista Chiara Brambilla 14/09/2018


Cosa ci racconti di te? Chi sei e cosa fai nella vita?

Cosa dire... Ho 38 anni svolgo la professione di farmacista. Per seguire la mia grande passione della scrittura ho conseguito in seguito una laurea in Linguaggio dei Media, e una laurea in Comunicazione per le imprese e le organizzazioni complesse. Adoro scattare fotografie, passeggiare in riva al mare e viaggiare. Vivo tra Monza e la Versilia.


In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte? Di giorno? In un momento particolare della giornata, in viaggio?

Per essere sincera scrivo in ogni momento libero, dovunque mi trovi ho sempre con me un quaderno su cui appuntare le mie idee... Anche se prediligo scrivere di notte, quando il buio accompagna i miei pensieri e le mie parole.

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Apriamo finalmente il tuo libro! Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per scriverlo? E soprattutto eri convinta della tua idea e di diventare scrittrice?

L' ispirazione finale per scrivere "Il rumore del tramonto" mi è arrivata dopo un soggiorno a Pitigliano, una magnifica città nel cuore della Maremma Toscana. Sono rimasta affascinata da questa città costruita sul tufo e nel tufo, ma soprattutto sono rimasta colpita dalla sua storia. E dunque ho voluto ambientare lì il mio primo romanzo.


Continuiamo a stare all'interno delle righe dei tuo romanzo. I personaggi sono frutto della tua fantasia o sono reali... ma soprattutto ti fai influenzare dalle letture o non leggi per non creare influenze esterne?

Sono sempre stata convinta della mia scelta di provare ad essere una vera scrittrice.

Posso dire che i personaggi che vivono nei miei romanzi sono frutto di fantasia, Eva volte possono essere considerati Delle maschere, dei tipi che possono rispecchiare degli ideali. Nonostante legga moltissimo, non mi faccio mai influenzare, perché penso che ogni scrittore abbia un proprio stile e un proprio modo di esprimersi.


In che genere letterario hai collocato il tuo libro e come mai hai scelto quel titolo da dare alla tua opera?

"Il rumore del tramonto" può essere considerato un romanzo di formazione, perché parla di un viaggio non solo geografico, ma soprattutto parla di un viaggio interiore, alla scoperta di quello che c'è nell'anima di ognuno di noi. Ho scelto come titolo "Il rumore del tramonto" perché penso che il tramonto possa comunque suscitare un rumore, dovuto ai pensieri, alle riflessioni all' interno dell' anima di ognuno di noi. Io personalmente ho pubblicato in self la versione digitale, e con una casa editrice la versione cartacea.


Ad uno scrittore cosa consiglieresti... Casa Editrice o Self?

È una scelta personale. In prima persona sono felicissima di collaborare con una casa editrice.


Marta Arvati: Quando hai iniziato a scrivere? Segui una scaletta? Come definiresti il tuo stile con un colore? Quando crei un romanzo, nascono prima i personaggi, la trama, alcune scene, il titolo?

Ho iniziato a scrivere molto presto, al liceo. Ho fatto il classico e per me scrivere era fondamentale... Poi con l' università, avendo preso la prima laurea in farmacia ho dovuto smettere, per un periodo. Ma sentivo che mi mancava una parte importante e così ho ripreso, e non ho più smesso. Non seguo mai una scaletta quando scrivo, i pensieri diventano immagini nella mia mente, e i personaggi prendono spazio. Il titolo è sempre l' ultima scelta... Ho appena finito il secondo romanzo, tutto è pronto, corretto, cover fatta... Ma manca il titolo... Il mio stile lo definirei azzurro... Come il cielo... Libero di esprimersi.


Marta Arvati: Non conosco il tuo romanzo, hai un estratto particolare che lo possa rappresentare?

Il mio romanzo come dicevo è un viaggio alla scoperta della vita, dei sentimenti, Delle persone, ma soprattutto di sé stessi.. "Tutto quello che accade nella vita ha un senso. Si tutto quello che accade nella vita, deve per forza avere un senso" Questa è la prima frase del romanzo... E penso che lo rappresenti in pieno.


Marta Arvati: Progetti futuri? C'è un genere che vorresti provare a scrivere e uno che non scriveresti mai?

Ho appena terminato il seguito... È un genere un po' diverso dal primo, anche se prende sempre in considerazione la persona in toto. Non ho generi che a priori scarterei. Sono dell' opinione che nella vita bisogna osare sempre.


Marta Arvati: Libro preferito?

Il mio autore preferito è Remarque. Il mio libro preferito "La notte di Lisbona"


Condivideresti con noi un pezzo estratto dal tuo libro?

"Quello che vi sto per raccontare, è una parte della mia storia... Mi sono portata dentro questi fatti per sessant'anni senza raccontarli a nessuno, non perché non volessi, ma perché mi faceva troppo male ricordare, ma ora è arrivato il momento... Questa storia inizia qui a Pitigliano L' Italia era in guerra, e io ero una ragazza molto orgogliosa, ribelle e testarda, che non aveva paura di nulla e di nessuno. Il mio nome era Micol"


Prossimamente... Cos'hai in programma?

A fine novembre verrà pubblicato il mio nuovo romanzo, che è il seguito del primo. Avevo lasciato troppe storie in sospeso, e i miei personaggi avevano ancora molto da dire. Ho già iniziato a scrivere un terzo. È un progetto un po' particolare perché è un connubio tra la mia passione per la scrittura e la mia passione per i medicamenti...




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