Intervista Delia Deliu 21/09/2018

Parlaci un po' di te. Chi sei e cosa fai nella vita?

Sono una donna folle perché mi perdo spesso nel labirinto della mia mente. Amo il mio lavoro, è il motivo per il quale sono venuta in Italia. Faccio l'infermiera. Sono madre di due figli, ho un mini-zoo in casa perché amo molto gli animali. Mi piace cucinare ma ultimamente ho poco tempo per farlo, amo la psicologia e il linguaggio del corpo, i libri in generale. A volte sono fragile come un bicchiere di cristallo, però altre volte forte come l'acciaio, insomma, sono semplicemente una donna.


Perché hai cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella tua memoria che ricollega al momento in cui hai deciso di voler diventare scrittrice?

So dirti come ha iniziato la passione per la scrittura ma l'idea di diventare una scrittrice non mi è mai passata per la testa. A dire il vero, non mi sento una vera scrittrice. Insomma, tutto ha iniziato dopo un turno di notte quando è morto un mio paziente. Era una persona che stava bene perciò il suo decesso mi ha sconvolto. Alla mattina, quando sono arrivata a casa non riuscivo a prendere sonno e mi sono messa a scrivere su un pezzo di carta le mie idee, i pensieri di quella mattina triste. In serata ho letto tutto al mio compagno ed è stato lui che mi ha convinto di scrivere, almeno di provare a scrivere. Per me la passione per la scrittura ha iniziato come uno scherzo del destino. Io che ho sempre avuto a che fare con corsie di ospedali e case di riposo mi sono messa davanti a una tastiera a raccontare in italiano i pensieri di un cervello romeno.


Ci racconteresti il tuo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?

All'inizio scrivevo ogni tanto quando avevo il tempo disponibile. La scrittura era come una specie di psicoterapia per me, mi aiutava a chiarirmi le idee, ad andare avanti. Oggi per me questa passione ha un significato molto forte, mi sono resa conto che sono triste e giù di morale nei giorni in cui non scrivo perché magari non ho proprio il tempo disponibile. Quindi è rimasta la voglia di scrivere, ho perso forse la spontaneità delle parole e l'ingenuità della frase. Ho iniziato a studiare per migliorare il mio stile e direi che forse ho guadagnato un po' di dimestichezza con le tecniche narrative ma ho ancora una strada lunga da fare. Per me scrivere è come vivere a modo mio, fare qualcosa solo per me stessa.


Per descrivere un personaggio X a chi ti sei riferita nella vita reale? Esiste oppure è frutto della tua fantasia? Come costruisci discorsi ed i comportamenti di qualcuno che non è mai esistito?

Io preferisco sempre a scrivere di ciò che so quindi anche quando invento un personaggio ho sempre presente nella mente qualcuno, una persona reale che conosco. Ovviamente che come tutti gli scrittori mi piace giocare anche con la mia fantasia, quindi alla fine il personaggio non è mail il clone della persona. Sono una che osserva molto le persone, il loro linguaggio verbale o non verbale e faccio tesoro di tutto ciò nei miei libri.


Quante storie, romanzi, racconti, libri, e-book hai scritto finora?

Io ho scritto un romanzo di narrativa generale, un erotico piccante e una storie d'amore. Ho anche due racconti inediti mai pubblicati ma al momento non hanno un grande valore perché dovrei fare una bella revisione. Tieni presente Sylvia che scrivo solo da quasi tre anni e comunque la scrittura non è un lavoro per me.


Fiorella Di Mauro: Delia se tornassi indietro cosa non faresti? Una parola detta di cui ti sei pentita o un gesto... Cosa invece faresti?

Non sposerei il padre dei miei figli, il matrimonio con quest'uomo è stato un periodo brutto della mia vita. Di solito non offendo le persone ma ieri sera mi sono espressa male e ho offeso una cara amica; è vero che poi alla fine ci siamo chiarite ma comunque mi pesa da morire l'accaduto. Cosa farei? Mi sarebbe piaciuto di scoprire la passione per la scrittura molto tempo fa quando ero più giovane, avevo più forza, più sogni e perché no anche più fiducia in me stessa. Il mio grande problema come scrittrice è che non riesco piacermi, mi sento grezza e con uno stile troppo semplice, vorrei avere più tempo per leggere, per studiare, per migliorare il mio stile narrativo.


Isabel Del Greco: Ciao Delia, come nasce di solito una storia dentro di te? Un personaggio, una scena, un'emozione... cosa arriva prima?

Un'immagine, è questa la prima cosa che arriva. Io vedo letteralmente le scene dei miei romanzi nella mia mente e per questo motivo all'inizio il mio essere infermiera pensava che fossero delle allucinazioni. Poi ho capito che è quello che la gente chiama: visualizzare e capita spesso alle persone creative.


Eli Valverde: A che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere solo tre anni fa quindi avevo, più o meno, 47 anni.


Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?

Io non penso mai a un pubblico quando scrivo, vedi ho imparato con il romanzo Stupide scommesse una cosa: un romanzo può piacere oppure no ai lettori in base al loro gusto personale. Però sarebbe ideale avere come lettori le persone che vogliono non solo leggere ma anche avere punti di riflessioni dai miei romanzi, perché è questo che troveranno sempre nei miei libri. Non mi limito mai a raccontare qualcosa e non scrivo una storia per forza con un lieto fine per accontentare i lettori. Io scrivo per prima per me stessa, per tutte quelle persone che sanno che la vita è una miscela di gioia, di piacere, di felicità ma anche di dolore, delusione, sofferenza. Io sono una cantastorie che parla di amore ma anche della morte, di passione ma anche di tradimenti. Le mie storie sono urticante ma speranzose.


Cosa consigli ad un autore: Casa Editrice o Self?

Personalmente preferisco pubblicare con le case editrici perché forse io ho bisogno che qualcuno creda già nel mio romanzo prima di pubblicarlo. Però ammiro le colleghe scrittrici che hanno il coraggio di pubblicare in self perché alla fine loro possono gestire tutto. Io, per esempio, con le copertine non ho avuto sempre una voce per poter dire il mio parere e a volte mi scoccia.


Hai presentato un libro questa sera, ti andrebbe di lasciarci un pezzo estratto dal tuo romanzo?

Io scelgo questo estratto perché in un certo senso rappresenta Meno due. Cosa troverete nel mio romanzo? Scorci limpidi di montagna, paesaggi suggestivi, acque gelide e cristalline, la vita semplice di un paese ad alta quota, uno chalet abitato dal ricordo e, infine, la solitudine necessaria a riaprire il dialogo con l’Anima. Oltre il crinale della montagna si intravede un piccolo campanile col tetto in rame divelto. Si avvicinano. Davanti a loro c’è un modesto fabbricato ricavato nel costone della montagna, una chiesetta alpina ormai in disuso. Il tetto a capanna con struttura lignea è coperto con lastre di beola. Un semplice portale con una porta semichiusa indica l’ingresso. Entrano quasi con timore. Sul lato destro della chiesa c’è una bifora che la illumina, il pavimento in pietra è in parte avvallato e il muschio copre le fughe tra le lastre. La piccola abside è ricavata da uno scavo nel fianco della soprastante montagna. Chiodi di scalata sono infissi nella parte di sinistra come ex voto, un ringraziamento di scampato pericolo da parte degli scalatori che nel tempo avevano scalato o tentato di scalare quel roccione, tanto inespugnabile quanto affascinate al pari di una bella donna inaccessibile. Max guarda Greta e un pensiero lo fa sorridere. “Questa chiesa è come Greta: semplice, bella e allo stesso tempo difficilmente avvicinabile.”


Prossimamente... cos'hai in programma?

Io vorrei scrivere un thriller, in verità ho già creato la trama ma sto pensando alla scaletta e ai personaggi. In un futuro non molto lontano insieme ad altre amiche scrittrici vogliamo aprire un blog, un luogo dove tutti possono avere le informazioni utili per la scrittura, dove si pubblicano le recensioni di varie libri e tante altre belle cose ma mi fermo qui. Saprete di più tra qualche mese.




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