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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

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Intervista Jacopo Montrasi 25/09/2018


Parlaci un po di te, chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao, ho 42 anni e per lavoro gestisco il personale di un ente pubblico. Praticamente passo le mie giornate seduto davanti a un computer, ad analizzare e inserire dati. Sono una persona normale, ho una casa, pago il mutuo, cerco di gestire al meglio la mia famiglia, i miei hobbies, i miei amici. Sono stato un adolescente turbolento, e ho vissuto una giovinezza inquieta. Se avessi messo la testa a posto qualche anno fa, avrei potuto essere una persona diversa, forse migliore. Ma in fondo non importa. Il cammino che mi ha portato qui è quello che mi ha permesso di diventare quel che sono oggi. E, tutto sommato, non mi posso lamentare.


Parlaci un po del tuo stile e il genere che adotti nei tuoi romanzi.

Per ora ho scritto un solo romanzo. Credo che lo stile sia un mix tra thriller psicologico, drammatico, con un tocco di noir. Il titolo, Le Memorie dell’Ombra, trae origine dal concetto junghiano di Ombra. Una delle citazioni che preferisco a riguardo è questa: conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.


Per descrivere i tuoi personaggi attingi alla realtà o alla tua fantasia?

Ciò che scrivo è ciò che vedo, che vivo, che provo. I miei personaggi sono di fantasia, ma fortemente ispirati a persone reali. Così come gli eventi narrati.


Eri sicuro di diventare scrittore o ti senti più lettore?

Lettore, tutta la vita. Per quanto riguarda l’essere scrittore, non mi sono mai posto il problema. Diciamo che scrivere mi fa stare bene, e finché sarà così, continuerò a farlo, senza chiedermi se sono uno scrittore o meno.


Eli Valverde: A che età hai iniziato a scrivere?

Quando ero bambino scrivevo su diari che poi nascondevo in soffitta. Da adolescente giravo con un piccolo quaderno in tasca sul quale annotavo pensieri. In passato, non ho mai pensato di scrivere per occhi che non fossero i miei. È accaduto, come dire, in seguito a un evento inaspettato: una persona che conoscevo mi suggerì di aderire a un concorso nazionale per racconti brevi. Partecipai e, con mia grande sorpresa, risultai tra i vincitori. Era il più o meno il 20 ottobre del 2016, nemmeno due anni fa.


Francesca Arcelloni: Jacopo, quale genere non scriveresti mai?

Suppongo romanzi rosa. Non credo ne sarei capace.


Francesca Arcelloni: Hai un sogno nella vita, quale?

Sinceramente, arrivare a essere soddisfatto dii me stesso. E spero di realizzarlo scrivendo.


Eli Valverde: Chi ha fatto accendere la lampadina dello scrivere ?Tu stesso o familiari?

Mio nonno aveva una collezione infinita di libri. Da bambino passavo ore a leggere quei libri. Penso che la passione per lo scrivere sia nata e cresciuta tra quelle pagine.


Francesca Arcelloni: Come costruisci i tuoi personaggi?

Parto da una base reale, creo una sorta di bozza. Poi arriva un momento in cui sono loro a decidere che forma avere.


Francesca Arcelloni: Cosa ti ha portato a scrivere?

Ho sempre scritto per stare bene, per stare meglio. Perché sono arrabbiato, da sempre, con me e con il mondo intero. Perché a volte vorrei una vita diversa, perché non mi basta mai. Scrivo delle cose che odio, che non sopporto. Raramente scrivo delle cose che amo, la mia scrittura è rabbia, non amore. Ma quando riesco a imprigionare un’emozione in una frase, la mia giornata diventa una buona giornata, nonostante tutto.


Quanto ha influenzato la scrittura nella tua vita e cosa ti ha spinto a decidere di pubblicare il tuo libro? Scavati dentro!

La lettura prima, la scrittura poi, sono state le corde alle quali mi sono arrampicato per ridare una linea coerente alla mia vita. Per il mio libro, l’ispirazione è nata dalla paura. C’è stato un momento, tre anni fa, nel quale ho fortemente temuto di avere un tumore. Da quell’esperienza è nata l’idea che mi ha permesso di scrivere Le memorie dell’Ombra.


Hai un pubblico ideale? A chi pensi quando scrivi?

Non lo so di preciso, non ci ho mai pensato realmente. A naso, suppongo che il mio target di riferimento sia composto da lettori di età non inferiore ai 25/30 anni. Ma tutto è relativo: se sei una persona curiosa, introspettiva, che cerca un senso del proprio essere, allora credo che Le Memorie dell’Ombra faccia per te, a prescindere dall’età.


C'è un autore che ha influenzato maggiormente la tua scrittura?

Victor Hugo, Chuck Palahniuk, Donato Carrisi, e altri mille. Anzi, duemila.


Sulla base della tua esperienza, cosa consiglieresti ad un futuro scrittore: Casa Editrice o Self?

Decisamente casa editrice. Essere affiancati da professionisti del settore non può essere che positivo per chiunque decida di affacciarsi al mondo della scrittura.

Se volessi acquistare i tuoi libri... dove posso trovarli?

Puoi ordinarlo in tutte le librerie d'Italia, su Amazon, sul sito di Bertoni Editore e sui principali store online. Ecco i riferimenti: https://www.jacopomontrasi.com/lememoriedellombra/


Ci lasceresti un pezzo estratto del tuo libro?

«Ma tu, dottore, che mi dici? Può essere giusto uccidere?» continuò la voce, una volta calmato l’eccesso di tosse. «Come puoi chiedermi una cosa del genere? Vivo la morte ogni giorno, la vedo negli occhi dei malati terminali. Vedo la paura, la sofferenza, la solitudine. Tutto quello che vorrebbero i miei pazienti è che non fosse capitato a loro. Vorrebbero poter uscire dall’hospice e vivere la vita. Vorrebbero avere sogni, speranze, un futuro. Ecco, questo vorrebbero: un futuro.» «Amico mio, non ti ho chiesto se il condannato a morte vorrebbe sparire da innanzi al plotone di esecuzione. Ti ho chiesto se è giusto mettere un uomo davanti ai fucili. Scegliere la morte. Percorri mai la via della morte, Achille?» affermò la voce. Centanni trasalì.«Io non...» Volti. Volti di morte. Perché, Achille? «Non siamo noi a scegliere la morte. È lei che sceglie noi» mormorò Centanni. «Parole sante, amico mio. I prescelti dalla morte. Suona bene. Ma non è proprio così, vero? Chi opera per sincera coscienza può errare, ma è puro innanzi a Dio» asserì l’assassino con voce roca. «Lo diceva Silvio Pellico. E aveva ragione, Achille. Lo sai anche tu. Siamo noi a scegliere, sempre. E siamo destinati a portarci dentro le cicatrici di ogni scelta.» Centanni non poté che essere d’accordo. La vita ti presenta il conto di ogni azione. Non dimentica. Non perdona. A volte è il caso che ti allinea verso il nero. Ma altre volte qualcosa di più grande ti impone il cammino da percorrere. La voglia di fare la scelta giusta. O di perdersi in quella sbagliata. Il killer tossì, riportandolo alla fredda realtà. «Anche se può capitare che la vita ti imponga un destino: se un uomo entrasse in casa tua per rubare, e uccidesse tuo figlio? O se uno stronzo cercasse di stuprare tua moglie? Lo lasceresti andare impunito? E, poni caso che questo qualcuno il giorno dopo stupri un’altra donna, uccida un altro bambino. Allora non avresti reso un servizio alla società uccidendolo prima che avesse potuto delinquere ancora? E non saresti in torto permettendogli di vivere? Come guarderesti negli occhi la donna stuprata il giorno dopo? O il padre del bambino?» L’eco della sua voce rimbalzava tra le colonne della chiesa, donando religiosa solennità alle parole. «Disprezzi un mondo violento, e lo vuoi guarire utilizzando ancora più violenza. È razionalmente illogico» rispose Centanni, cercando di nascondere che, almeno una parte di lui, la pensava nella stessa maniera. «Amico mio, io sono un uomo umile. Vivo la vita concreta, quella che respiri con le suole saldate all’asfalto, non quella governata dal concetto del giusto e dello sbagliato. È facile fare della morale quando sei al caldo. Ma quando sei in strada, quando non c’è la legge a proteggerti, quando non ci sono i buoni propositi a salvarti, bene, in quel momento sei tu contro il mondo. E il mondo se ne fotte della tua bella morale. In natura esistono predatori o prede. Devi solo scegliere cosa vuoi essere.»


Prossimamente... Cosa hai in programma?

Le Memorie dell’Ombra è uscito il 18 luglio, quindi per ora credo mi dedicherò alla promozione. Abbiamo in programma diverse presentazioni in molte regioni d’Italia, attraverso le quali spero di far conoscere il mio libro a più persone possibili. In un futuro anteriore, spero di scrivere altri romanzi.





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