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Intervista Martina dell'Annunziata 16/11/2018

Chi sei e cosa fai nella vita?

Sono Martina ed ho 24 anni. Abito a Pozzuoli, una splendida cittadina sul mare. La vicinanza al mare ha segnato profondamente la mia esistenza, tanto che non riuscirei a stabilirmi in un luogo che ne sia distante. La vista del mare è un'esperienza di libertà impareggiabile. Studio, invece, nel centro storico di Napoli, dove ho conseguito la laurea in Filosofia, in cui adesso mi sto specializzando. Se allo studio delle discipline filosofiche ho dedicato gran parte del mio tempo negli ultimi anni, la scoperta della poesia ha avuto in me un'origine ben più datata.


La vicinanza al mare, ti ha ispirato nella stesura delle tue opere?

Da bambina leggevo molto e mi piaceva soprattutto recitare brevi filastrocche e piccoli componimenti in rima. Col tempo ho imparato ad apprezzare sempre di più la bella pagina d'autore e l'amore per la letteratura mi ha presto catturata. Mandare a memoria versi di poesia è come poter ricordare a se stessi che le parole hanno il proprio peso specifico, che ognuna di esse si offre al racconto di una storia e che è sempre possibile sottrarsi con creatività al grigiore delle banalizzazioni. Ed in questo l'azzurro del mare non può che aiutare.


Quando hai incominciato a partecipare a premi letterari?

Non ho partecipato a tantissimi concorsi letterari, perché non mi piace pensare alla poesia come una competizione. Arriva però il momento del banco di prova ed a quel punto è necessario mettersi in gioco, sia per fare un bilancio del proprio lavoro, sia per cogliere l'occasione di confrontarsi con altri scrittori. Non è facile uscire dal proprio guscio.


Quanto ha influenzato la lettura nelle tue opere?

Ho sempre scritto per me stessa, poiché vivo la scrittura, soprattutto in forma poetica, come un tentativo assolutamente indolore di prendere confidenza con se stessi. Per incontrare gli altri però bisogna pur mettere a disposizione ciò che si è raccolto. Tuttavia, sono convinta che se anche per assurdo un giorno non ci fosse più nessuno che leggesse poesie, nondimeno la poesia sopravvivrebbe a se stessa, continuando a venire alla luce nelle segrete stanze di chi scrive non sapendo di essere poeta.


Quanti componimenti poetici hai scritto durante il corso della tua giovane vita? Ti piacerebbe un giorno racchiudere le tue opere in un volume?

La lettura è sempre il punto di partenza per le nuove elaborazioni, ma anche l'arte è per me fonte di ispirazione. L'arte è l'altra mia grande passione insieme alla letteratura. Come la letteratura, le opere degli artisti testimoniano del fatto che altri mondi sono possibili e che molte cose si possono dire anche al di là delle parole. Quando il discorso scritto o parlato esaurisce tutte le sue possibilità espressive, ci sono tonnellate di opere d'arte ad invitarci all'ascolto, regalandoci il silenzio della contemplazione. Ho tenuto per molto tempo una sorta di diario poetico in cui sono annotate tante riflessioni e piccoli resoconti quotidiani. Magari con qualche aggiustamento potrei decidere di pubblicarlo.

Se dovessi pubblicare vorrei potermi dare uno pseudonimo .Mi piace scegliere degli pseudonimi, sia perché è un modo di reinventarsi, immaginando di essere altre persone o di vivere altre vite, sia perché ho sempre provato imbarazzo ad associare il mio nome a quello che scrivo. Ho un problema col principio autoriale, se così si può dire. Credo che i prodotti letterari siano davvero cosa di tutti, ma ovviamente ci si espone sempre al rischio di essere 'derubati'. Firmarsi con un nome di fantasia permette di riparare ad entrambe le cose: mettere in primo piano ciò che si scrive anziché la propria persona e proteggere la propria opera da appropriazioni indebite.


Marina Catalano: Quale pseudonimo ti piacerebbe utilizzare?

Magari quello che utilizzo anche qui su fb. Si tratta di una sorta di tributo,con qualche modifica, ad una gentilissima donna che qualche tempo fa mi ha offerto la sua assistenza per risolvere un problema in cui ero incappata, aiutandomi ad accedere alla lettura di testi per molto importanti. La sua rara accortezza nei miei confronti ha lasciato in me una traccia duratura.


Eli Valverde: A che età hai iniziato a scrivere?

Molto presto, quando ero ancora piccola e molto chiacchierona, come adesso!


Marina Catalano: Ti sei mai cimentata a scrivere racconti o scrivi solamente poesia?

Adesso scrivo solo poesie, da piccola mi piaceva inventare e scrivere delle brevi storie in prosa.


Marina Catalano: E tu Jeanne che tipo di poesia prediligi?

Amo particolarmente la poesia del Novecento e soprattutto la penna di quei poeti che scrivono tenendo fermo il filo di un ragionamento, come Montale, o che restituiscono le immagini di scene di vita quotidiane, come Saba.


Marina Catalano: E tu da dove ricavi la voce che ti ispira a scrivere?

Fantastico, Marina! Vorrei poter vivere una vita così appassionante come la tua. Ho un grandissimo desiderio di viaggiare, mi piacerebbe visitare innanzitutto la nostra meravigliosa Italia, con i suoi colori e i suoi magnifici panorami, ricchi di storia, arte e natura. E forse proprio questo desiderio di viaggiare e fare nuove esperienze mi spinge a scrivere.

Ci lasceresti un pezzo estratto dal tuo componimento?

Vi lascio una poesia che celebra proprio i paesaggi del sud dove sono cresciuta.


Un passo poi un altro e una strada in salita Asseconda l'altezza di una collina. Una nuvola ne attraversa la cima Intangibile come libertà Di aria nuova E scivola via sconfinando Lungo il pendio Che separa i miei occhi da una città non mia. E vi scopro già voci familiari risalire Dalle case addensate a valle Strette tra i monti e il suono rugginoso Cel mare, lunga amicizia di genti diverse Che camminano insieme ad un passo Dal passo della storia. Ne ha memoria il dorso meridionale Sottratto alla mano livellatrice Di uno standard di urbanità Che avanza come ardito cavaliere Del progresso a tutti i costi E dell'impari merito. Ma io che sono nata qui e non conosco altrove Segno un passo poi un altro sulla scia Di una spinta verticale Che mi prende per mano dal centro delle conurbazioni E mi consegna ad un ascoso blu Dietro un cielo sereno.


Prossimamente... cos'hai in programma?

Vorrei completare gli studi e dedicarmi con meticolosità alla scrittura. Chissà, che arrivi anche la giusta maturità per una pubblicazione...




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