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1° Premio
Pubblicazione del libro con la Casa Editrice DAIMON EDIZIONI

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Intervista Sabrina Pennacchio 26/10/2018


Cosa ci dici di te e della tua passione?

Che dire di me? Sono una semplice ragazza di Napoli. Ho avuto problemi di salute che mi hanno spinta a non continuare gli studi e quando sono stata meglio, per aiutare a casa sono finita a fare i lavori più umili. Solo oggi, a ventisette anni, sono riuscita a crearmi un mestiere mio e nella vita di tutti i giorni sono un’estetista. Sin da piccola ho sempre amato scrivere e disegnare, ho inziato creando copioni per i manga che disegno e poi quando scoprii il mondo delle fanfiction, mi accorsi di essere davvero appassionata e non smisi più di scrivere. A 13 anni scrissi il mio primo romanzo non fanfiction e tutt'ora lo sto revisionando per pubblicarlo l'anno prossimo. Il mio essere testarda mi ha portato qui, oggi, con la mia prima pubblicazione con At World's End: Wanted Pirates, scritto quattro anni fa. Mi reputo una persona caparbia e ambiziosa. Un giorno spero di divenire una scrittrice apprezzata e capace.


Apriamo il tuo libro! Da cosa hai preso ispirazione per scrivere il tuo romanzo? Un film, un libro o la vita stessa?

Wanted (come lo abbreviano le fan) nacque quando un giorno, guardando Sandokan alla tv con mia madre, pensai di non aver mai scritto nulla sulla pirateria. Mi informai e dopo due anni di studio sul realismo e non, riuscii a metter su qualcosa che mi convincesse. Diciamo che quasi tutti i miei romanzi sono qualcosa che non ho mai visto o scritto. Raramente prendo spunto dalla vita, vado più spinta da idee che mi girano per la testa e si, inavvertitamente sono spesso i film o i libri che mi danno idee, soprattutto quando vedo cose che non mi piacciono e penso di voler creare qualcosa che invece mi sarebbe piaciuto.


Se avresti la possibilità di confrontarti con uno dei tuoi personaggi, "figli" come amo definirli io, chi sceglieresti? A chi di loro è stato difficile dire addio?

Anche per me sono figli miei, infatti li chiamo sempre i miei bambini. Sceglierei in assoluto Calico Jack, per fargli una bella ramanzina. Di Wanted ho trovato doloroso separarmi a Jean Read, il Co-protagonista, che anche se può essere cosa rara, ho amato più di tutti, anche se sono tutti uguali nel mio cuore, per me!


Francesca Noto: Sabrina, se dovessi portarti sulla proverbiale isola deserta un libro, un film e un personaggio famoso, presente o passato... chi sarebbero?

Porterei sicuramente con me Cime Tempestose (mio romanzo preferito), The Wedding Date e, anche se forse non molti li conoscono, Gackt il cantautore giapponese di cui vado matta!


Francesca Noto: Sabrina, con quale dei tuoi personaggi: 1) Andresti a letto; 2) Non usciresti mai; 3) Faresti un viaggio; 4) Finiresti per litigare fino a prenderlo/a a calci sulle gengive; 5) Diventeresti BFF.

Queste domande sono bellissime!! 1) con L (non posso fare spoiler perché è del nuovo romanzo in uscita l'anno prossimo) 2) a malincuore devo dire con Calico Jack di Wanted!! 3) con Jean Read di Wanted 4) ahahah sicuramente sempre con Jack 5) mah, forse con Marina di Wanted!!


Francesca Noto: Sabrina... Se fossi un tuo personaggio, chi saresti?

Credo Miss Elisa di Wanted, la vecchietta consiglia tutti.


Francesca Noto: Sabrina, ci regali qualche riga che ritieni particolarmente significativa di Wanted?

“Alla fine che cosa sono le menzogne? Che cos’è la giustizia? Se menti per proteggere qualcuno dalle sofferenze, puoi essere condannato per averlo fatto? Se ti vendichi di chi ti aveva rovinato la vita, puoi mai essere condannato a morte? Sono tante domande, tante cose a cui ognuno, in base alle proprie esperienze, risponderebbe in modo diverso; quindi nulla può ritenersi davvero giusto o sbagliato. Ciò che era giusto per uno, era obbligatoriamente sbagliato per un altro. Questa era la vita, e questa sarebbe stata per sempre.”


Eli Valverde: Prima di cominciare a scrivere libri hai mai scritto lettere?

Tantissime!!! Ho scambiato lettere con la mia migliore amica sino a tre anni fa. Amo la carta stampata e i ricordi veri e non gli sms o gli audio WhatsApp. Ogni volta disegnavo sulle lettere momenti speciali così che venissero ricordate Con ancora più amore.


Eli Valverde: Chi ti ha dato l' ispirazione di cominciare a scrivere?

Quando un manga che leggevo finì male, mi dissi che dovevo assolutamente riscrivere il finale, ed ecco là!


Eli Valverde: A che età hai iniziato? In che periodo della giornata scrivi?

Scrivevo da sempre, disegnando manga, ma seriamente ho iniziato a 13 anni. Amo scrivere di notte


Cosa ne pensi dei premi letterari? Li ritieni un buon modo per farsi conoscere dalle CE?

Assolutamente si! Fanno curriculum e ti fanno prendere sicurezza in te, ora ad esempio sono finalista del premio emozioni e non me lo aspettavo! Mercoledì che io vinca o meno, per me sarà ugualmente una vittoria alla mia autostima!!!


Quale punto del tuo romanzo ti ha scatenato un'emozione forte? Potresti postare il tuo estratto!

«Solitamente si va a destra, a sinistra, o al centro?» Non era poi una vera e propria domanda, piuttosto un qualcosa da presa in giro. Marina Charlotte non si spiegava come potessero trovare avvincenti e appassionanti delle ricerche del genere; ma forse in circostanze differenti, anche lei avrebbe avuto negli occhi la stessa luce di Calico. Ma da prigioniera, di certo non poteva divertirsi. «Solitamente simili grotte conducono tutte allo stesso punto. Alcune ti portano a destinazione tranquillamente e altre, quelle più ovvie, ti fanno rischiare la pelle». «Ah, che divertimento. Quindi praticamente state dicendo di andare alla cieca a rischiare la pelle. Divertente, sì, sul serio, non potevo desiderare di meglio. Continuo a pensare che fosse meglio restare sulla nave con la vostra ciurma». «Quanto siete melodrammatica». Jack afferrò una mano di Marina che, appena spaventata, si stava tirando indietro in un gesto spontaneo ma che non aveva per niente l’aria di chi voleva scappare a gambe levate. «Vi divertirete. Mi divertirò. Troveremo il tesoro e torneremo sulla nave in attesa di notizie di vostro padre che, volenteroso, mi procurerà una taglia eliminata sulla testa e tutti vivremo felici e contenti». «Siete euforico come non mai. Si vede che questo genere di cose vi mettono buon umore» constatò la rossa, abbassando appena il viso per guardare quella mano che stringeva la propria in un gesto possessivo ma anche delicato. «Beh, ma dopotutto non ho alternative se non quella di seguirvi, giusto? Quindi direi di sbrigarci e chiudere qui questa insulsa faccenda. A meno che voi non vogliate attendere la vostra ciurma prima di muovere un solo passo». E si, doveva ammettere che quella era un po’ una frecciatina. «Credete che abbia bisogno della loro scorta per muovere un singolo passo?» Uno sbuffo di scherno uscì dalle labbra dell’uomo che, in tutta risposta, mosse qualche passo e poi altri ancora verso la grotta alla loro destra, trascinando Marina con sé. «Prenderemo la grotta che sfiorava la vostra posizione, quindi ritenetevi responsabile di tutto quello che capiterà da ora in avanti». «Quel sorriso non mi fa ridere, sapete?» inarcò un sopracciglio, non togliendo la sua attenzione da ogni angolo buio di quel posto illuminato soltanto da furtivi raggi di luce che filtravano chissà come e chissà da dove, in quella montagna fredda e abbastanza lugubre. Solo, di tanto in tanto, il rumore di gocce d’acqua cadenti sul terreno, risuonavano come una colonna sonora funerea. Forse era solo lei pessimista… ma la cosa le dava di brutto presagio.

Il cammino durò minuti e minuti interminabili in quell’oscurità che quasi stava iniziando a dar problemi agli occhi e finora nessuna via di uscita e nessun arrivo ad una qualsiasi destinazione. Per di più: nessuna trappola. Solo in quel momento anche a Calico balenò nel cervello l’idea che forse ci fosse qualcosa che non andava in tutto ciò. Troppa quiete, troppa tranquillità, cosa poteva mai nascondere la torre del diavolo? Ci avevano già provato altri pirati, prima di lui, a prendere il famigerato tesoro? E se sì, che fine avevano fatto? Poteva essere una ricerca a vuoto… o una ricerca pericolosa! «Forse dovremmo fermarci a controllare per bene la situazione, prima di continuare a girare a vuoto» affermò, rallentando il l passo mentre si guardava intorno per trovare un posto tranquillo dove fermarsi per un attimo. E solo in quel momento lo notò, o meglio, li sentì: qualcuno che li seguiva «State indietro» sussurrò, spingendola dietro di sé in un gesto di galanteria non voluta. «Chi va là?» urlò, cacciando la pistola dal suo fodero per poi sparare a vuoto dinnanzi a sé. Qualcosa si mosse veloce nel buio e Marina si ritrovò ad urlare per lo spavento: erano circondati!

(At World's End: Wanted Pirates, capitolo 16)






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