Pagine dal faro di Fabio Dal Santo



Scheda Tecnica Libro

  • Titolo: Pagine dal faro

  • Autore: Fabio Dal Santo

  • Editore: Self pubblisher

  • Pubblicazione: 5 Gennaio 2018

  • Lingua: Italiana

  • Pagine: 142

  • ISBN-10: 8827802797

  • ISBN-13: 978-8827802793

Sinossi

Un uomo anziano,decide di raccontare alla moglie,il segreto che si è tenuto dentro tutta la vita. In quel momento,inizia un viaggio nella sua memoria,ritornando a quando da ragazzo , per cercare di dimenticare la fine di un amore,scelse di fare una vacanza in Liguria. Dal suo arrivo in albergo in poi,accadranno fatti che mai avrebbe immaginato,tornerà inaspettatamente ad affacciarsi sull'orizzonte dei sentimenti,ma nel suo cuore ancora convalescente,si aprirà una nuova ferita,che metterà a dura prova la sua voglia di vivere. Visto che il destino non manca di regalare sorprese,gli verrà offerta un'altra possibilità,per tracciarsi un nuovo destino. In una successiva vacanza all'isola d'Elba,durante una passeggiata,si ritroverà davanti ad un faro dismesso,esplorare quel luogo,gli offrirà un nuovo punto di vista sull'amore. Grazie all'incontro con una donna,entrerà in possesso di un diario,appartenuto al guardiano di quel faro,in quelle pagine,troverà la sua storia,leggerà la dolcezza di un sentimento che poche persone,possono vantare di aver vissuto fino in fondo. Da quel momento,diventerà attore principale del susseguirsi degli eventi,avrà tra le sue mani la possibilità di riportare in vita, quel sentimento che per troppo tempo,era rimasto chiuso tra le pagine di quel diario. Leggere questa storia,vi darà la possibilità di viaggiare insieme al protagonista,sarà come farsi prendere per mano lungo i sentieri dei sentimenti e delle emozioni, se credete nella forza dell’amore,questo è la storia che fa per voi, un libro lieve e delicato, appassionante ed appassionato.


Biografia Autore

DAL SANTO FABIO data di nascita 10 dicembre 1974 Diploma di scuola agraria Coltiva da sempre la passione della scrittura,si ispira a tutto quello che la vita gli offre,emozioni che si trasformano in parole,che poi compongono versi o racconti disegnati tra le pagine bianche di un quaderno. Scrivere,è il suo modo di fermare gli attimi, piccoli ritratti di vita quotidiana,i suoi racconti e le sue poesie sono come affreschi,sfogliare le sue pagine,è come visitare una mostra fotografica. Sicuramente il tratto di scrittura è ruvido,non è stato formato da scuole di settore,ma forse proprio per questo ,autentico. Molto appassionato di musica,ama cullarsi durante la scrittura nelle atmosfere del jazz,note capaci di far nascere quei brividi,che poi prendono forma nelle sue parole.


Estratto

Lo so amore mio, avrei potuto condividere con te questa storia, molto tempo prima, non so cara il perché io non lo abbia mai fatto, non so neppure io il perché abbia atteso lo scorrere del nostro tempo fino ad arrivare a questi 50 anni di matrimonio per farlo. Ora che noi due “ vecchietti” siamo qui davanti a questo camino, vorrei riparare, fermati per una sera, distogli le tue mani dai ferri da maglia, regalami ancora una volta i tuoi occhi, come già hai fatto in tantissimi momenti di difficoltà del nostro cammino insieme, vieni qui accanto a me e appoggia il tuo viso sulla mia spalla. Apri la tua mente, lasciati condurre nelle immagini della storia che ti racconterò, così anche tu finalmente potrai essere la custode di un segreto che ha albergato nella mia memoria per tutti questi anni, un segreto innocente e amabile, come probabilmente era, la persona che involontariamente me l'ha tramandato. E’ il segreto dell’amore tra un uomo e una donna, l’insaziabile volontà di un sentimento a non arrendersi mai, proprio come dovrebbe essere in una qualsiasi delle storie sentimentali che viviamo. Sai cara, è passato tanto tempo oramai, ma ricordo tutto come fosse ieri, all'epoca avevo solo trent'anni, col senno di poi una vita lunga davanti a me, invece mi sentivo a pezzi, per i miei occhi l’orizzonte finiva solo a pochi passi dal mio viso. Avevo appena lasciato alle spalle la prima storia d’amore veramente importante, quella di cui ti ho parlato al nostro primo incontro, quella per cui tu hai detto “ beh, credo che in fondo lei non ti abbia mai amato veramente “. Il lavoro non mi dava più alcuna soddisfazione, sentivo la necessità di nuovi stimoli, nuove emozioni per la mia mente oramai troppo appiattita. Per questo motivo, decisi di godermi una vacanza, partire per un viaggio che oltre a farmi conoscere nuovi orizzonti, nuovi paesi, mi avrebbe potuto rivelare il paesaggio che meno di tutto avevo fino ad ora conosciuto, quello dentro di me, dopo quella scelta, ci misi del tempo per trovare la meta, cercai su varie riviste di settore, ascoltai anche gli amici, ognuno aveva un consiglio sensato da offrirmi, ma niente fino a quel momento aveva colpito la mia attenzione. Lo so, la mia mente era confusa, ogni qualvolta dovevo prendere una decisione mi sentivo incerto e inconcludente, ma alla fine il mio sguardo fece la sua scelta e si fermò sulla Liguria e più precisamente sulla zona delle cinque terre. Il periodo era certamente anomalo per il mare, perché era Febbraio, ma m'incuriosiva che a trenta anni non avessi mai visto il mare in inverno, quel mare cantato nelle canzoni di grandi autori, un mare che con quelle sue onde in quella stagione dell’anno, offre la musica adatta per farti guardare dentro, in quella sua speciale solitudine che in altre stagioni sarebbe impossibile ritrovare. Ero ansioso di fotografare con i miei occhi la solitudine di quelle spiagge, di poter assaporare la fragranza della salsedine che nascosta nell'aria ti sfiora poi i pochi lembi di pelle che hai scoperto, ascoltare insomma solo il rumore dei miei passi e il venire e divenire delle onde che s'infrangono sugli scogli. Così una domenica mattina me ne salii in auto e da solo, mi misi in viaggio, come unica compagna, quella musica di cantautori Genovesi che hanno fatto della Liguria, la culla della musica d’autore, quella che con i suoi testi profondi, ti ritrovi nelle antologie dei banchi di scuola. Se solo ci penso, vedo ancora la scena di quel momento, sul sedile posteriore della mia auto, tutti sparsi come fogli, i cd di Fabrizio De Andre’, Ivano Fossati, Luigi Tenco, ogni brano che ascoltavo in autostrada, mi regalava una cartolina di quella terra, la immaginavo come la tela di un pittore che si scopre piano, da sotto il velo che la nasconde. Ho sempre pensato che certa musica fosse come una terapia, che potesse afferrare per mano chi lo ascolta, per farti aprire delle porte della mente, che in altre situazioni, non si riuscirebbe in alcun modo ad aprire, ecco in quel viaggio quelle canzoni mi premisero di aprirne diverse, facendomi capire che ero solo io ad avere in mano la mia vita, che niente e nessuno avrebbe potuto scegliere per me. In fondo ognuno di noi è speciale per il semplice fatto, di essere diverso da un altro, con i suoi pregi e difetti, rimane comunque unico, quindi non è giusto che si faccia annullare, anche se la persona per cui lo fai si chiama amore. Quante sensazioni avvertivo lungo quell'autostrada, mi sembrava stessi correndo incontro ad un nuovo mio voler vivere, come se le mille incertezze che avevano soffocato il mio cuore fino a pochi giorni prima, si stessero alzando, come fa la nebbia nei giorni d’inverno, quando si affaccia un timido sole. Si, l’immagine che avvertivo era proprio questa, sentivo qualcosa di nuovo dentro di me, una sensazione timida, ma insistente, che stava ridando luce a quegli occhi chiari di cui avevo smarrito il vero colore, una sensazione che mi aveva preso per mano in quel viaggio che avrebbe in un certo senso, cambiato la mia vita, anche se in quel preciso momento ancora non ne ero ben consapevole.



Dicono del Libro...





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