FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA
20 - 29 GIUGNO 2020
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Poemetti quasi sacri Un libro di Lodovico Balducci

La spettacolare copertina di Paul Gauguin che trasmette ciò che l’autore descrive all’interno dell’opera. 110 pagine pubblicato dalla Casa Editrice Kimerik nella collana Karme.

Aulico nella sua forma più nobile. Esprime l’animo di un autore tormentato nella sua immensa fede che fa a pugni con pensieri contrastanti. Tratta l’amore omosessuale molto prima di essere discusso all’interno della nostra quotidianità. In altri poemetti discuto la morte di Dio e l' impossibilità di spiegare tragedie come l’olocausto. In altri poemetti discute la morte di Dio e l' impossibilità di spiegare tragedie come l’olocausto.

1. Balducci Lodovico parlaci un po di te, chi sei e cosa fai nella vita?

Sono in medico di 74 anni, specialista in oncologia medica e ematologia. Negli ultimi 25 anni della mia vita ho lavorato al Moffitt Cancer Center di Tampa, FL come direttore di Oncologia Geriatrica, una specialita' di cui sono considerato uno degli iniziatori e per cui ho ricevuto diversi riconoscimenti.

2. In che situazione ami scrivere i tuoi libri? Di notte, di giorno, in viaggio, in una stanza particolare o in un momento preciso della giornata?

In genere la mattina presto posso scrivere con piu' continuita'; pero' in qualunque momento della giornata possono venirmi idee e ispirazioni che desidero sviluppare.

3. Come nasce la tua opera 'Poemetti quasi sacri'?

Al profilarsi della pensione ho ripreso a scrivere perche' mi sentivo piu' rilassato. La maggioranza dei miei scritti, poesie e prose, hanno sempre avuto uno sfondo religoso, ben lontano pero' da quello tradizionale. Come testimonia il mio poemetto "La processione" che ho inserito dopo molte esiazioni per il suo valore storico, a rischio di offendere alcune persone, per una decina d'anni sono stato apertamente ostile alla Chiesa cattolica, sempre pero' con un interesse, un po' come un amante tradito che riempie di vituperi la persona cara, perche' la ama ancora ma dispera di poterla perdonare o poter farsi perdonare. Io non posso fare a meno, talora mio malgrado di credere nel Dio testimoniato da Gesu' Cristo, per diverse ragioni.

4. Per descrivere i protagonisti del tuo racconto a chi ti sei riferita nella vita reale? Esistono o sono frutto della tua fantasia? Se sono il frutto della tua fantasia, come li hai costruiti i discorsi ed i comportamenti di chi non è mai esistito? Ti sei appoggiata a qualche frammento di razionalità?

In ogni libro e per ogni scrittore i personaggi sono frutto di esperienze personali. In questo libro di poesie, la maggior parte sono descrizioni della mia esperienze e dei miei sentimenti. Ce ne sono due che vorrei segnalare come differenti. La prima e' il cantico dei cantici traduzione di Lesbo: questa e' riferita a una dottoressa di cui mia moglie ed io siamo stati amici. questa giovane donna ci confidava di "aver paura degli uomini" e ha trovato in una esperienza omosessuale la sua completezza, che le ha permesso di riallacciarsi alla sua fede religosa che per lei era molto importante. La ballata di Tim McVeigh: rappresenta la confessione di in giovane conservatore Americano responsabile della morte di centinaia di persone quando ha fatto saltare in aria l'edificio federale di Okahoma City (in delitto per cui e' stato giustiziato). Questo giovane come molti appartenenti ai gruppi razzisti e neonazisti negli stati uniti pensava di eseguire la volonta' di Dio, di essere un servitore sofferente condannato ingiustamente sulla traiettoria di Cristo.

5. Cosa ti ha dato principalmente l'ispirazione per la scrittura del tuo libro?

Il desiderio di descrivere la mia traiettoria religiosa. La mia e' una proposta: voglio affermare che la fede Cristiana ha in ruolo fondamentale nella mia vita di scienziato e di uomo di cultura. Non ho idea se questo mi causera' essere ostracizzato. Poco male. Come mi sarei rifiutato di appoggiare certe scelte della Chiesa.

6. Quando hai incominciato a scrivere?

Ho cominciato a scrivere a dieci anni. A 15 anni ho vinto il primo premio con una lirica al primo trebbo poetico riminese e a 16 ho vinto il premio della gioventu' studiosa per la composzione "Incontro con Cristo." Poi ho continuato a scrivere saltuariamente, soprattutto per sfogarmi (il poemetto La Processione fu scritto proprio nel 1972 con questo scopo).

7. Eri sicura di diventare uno scrittore?

Non sono ancora sicuro di diventarlo

8. Ci sono scrittori disciplinari, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu? Che scrittore sei?

sono molto indisciplinato quindi in genere butto giu' quello che penso, quando lo penso e poi lo ricostruisco

9. Qual è il tuo pubblico ideale? A chi lettore pensi quando scrivi?

Un pubblico con il mio background: pubblico occidentale cresciuto in una epoca di grandi contraddizioni e di uno sviluppo soci' rapido da sentirsi vecchio a trent'anni.

10. Prossimamente... cosa hai in programma?

Ho gia' menzionato "Il Vangelo secondo Maria. Ho anche completato un libro intitolato: non ti chiamerò più dottore" dove immagino che in malato terminale di cancro lascia al suo medico una collezione di lettere in forma di poesie, dedicate alle persone che più hanno influenzato la sua vita.


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