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Roberto Carta
01 mag 2022
In MAGAZINE TraLeRighe
Fotografie e Parole si intrecciano per definire quello che é da sempre il fulcro della vita di ogni essere umano: qual è il senso della mia presenza quì? Cosa ci faccio su questa terra?. Mollette a rappresentare l'agonia del singolo in lotta contro se stesso e contro gli altri, mollette come pedine in un mondo distorto e sofferente ma, in fondo, pedine che provano ad andare avanti, a far girare ancora la ruota in uno sforzo collettivo di sopravvivenza. Un opera dinamica che lascia la sensazione d'aver posato lo sguardo su una carrellata di fotogrammi cinematografici. I soggetti appaiono quasi in movimento, pronti a raccontarci la loro storia ancor prima di averla letta. La sensazione finale è stata la conferma di aver percorso un’opera d’arte dinamica, come una lenta progressione di fotogrammi cinematografici che creano l’apparente movimento dei soggetti raffigurati. Le mollette o pinzette, che dir si voglia, tra sfondi e panorami lontani veri o virtuali, trovano equilibri o squilibri, si arrampicano verso ignoti destini, nascono, muoiono, rinascono nel mistero del proprio tempo, si allineano e si scompongono tra loro in cerca del proprio essere in un continuo divenire. L’arte si manifesta così in un implicito riferimento all’uomo, nell’anelito di libertà e verità mai raggiunte e alla sua angosciante esigenza di restare aggrappato al filo della eternità quale infinitesimale artefice. Dicono del libro: Corpi legnosi apparentemente chiusi al mondo, ma illuminati da una tagliente luce esterna che ne esalta le ombre suggestive. La solitudine (con la consapevolezza) che qualcosa possa intervenire per spezzare lo stallo e mutare gli equilibri. Un obiettivo crudo, essenziale che, però, nasconde la sensibilità di un artista che si fonde con l'uomo. L'origine isolana, la crescita piemontese, la maturità in terra di Calabria hanno certamente contribuito alla formazione di una personalità complessa e originale che si manifesta nei suoi scatti. Complimenti Fabio Un racconto breve può lasciare, in chi lo legge, emozioni, riflessioni o qualsiasi tipo di traccia, che un libro intero non sempre riesce ad assicurare o trasmettere. Rita Guido. Foto che ritraggono la tua vita,il tuo vissuto, i tuoi dolori e felicità!! Uomo dal cuore nobile ,con lo sguardo tutta poesia…con quell’occhio che immortala le tantissime cose belle e le altrettante ingiustizie e dispiaceri che ci circondano !!! Tu ..con il tuo obbiettivo catturi tutto e soprattutto i cuori di chi riesce a leggerti dentro . La fotografia per Roberto è il modo migliore per comunicarci i suoi stati d’animo, non è solo il volto ritratto, l’oggetto, il paesaggio, lo scampolo di vita rubato impresso nello scatto. In ogni sua fotografia Roberto parla, racconta, talvolta urla qualcosa di sé. C’è sempre una frase che l’accompagna, scritta da lui stesso o tratta da un romanzo, da una poesia, pensieri e parole che creano un connubio unico, ne aumentano la sua potenza evocativa. Ma anche il silenzio dello scatto, l’attimo in esso impresso, che ti tende la mano e ti conduce dove Roberto vuole che i tuoi occhi vedano, dove il tuo sguardo da solo non potrebbe arrivare. È questo che mi piace e ammiro nella fotografia di Roberto. L’ha fatto anche con questo libro , Ora d’aria - Appeso al dolore. Da un unico punto di osservazione si possono vedere le stesse cose in modo diverso. È il tempo che scorre. E noi con lui. Vittorio Amedeo Sacco Figure costrette in un interno. Tendono al fuori, ma non tutte ci riescono. Alcune ritte, altre sovrapposte nel tentativo vano di un affaccio. Ci ricordano anche i tempi che stiamo vivendo, dove il fuori è un mito o solo un ricordo. C'è di più di semplici mollette. C'è il nostro animo chiuso quando fuori c'è vita. Noemy Carcea Racconta la forza della vita, così travolgente e disperata che in un solo scatto mostra in tutto il suo splendore Il fotografo non è solo chi riesce a fermare la morte di un istante attraverso uno scatto, ma chi in un fermo-immagine riesce a catturare anche l’anima di ciò che fotografa e quindi renderlo immortale. Ecco, per me Roberto Carta riesce a fare tutto questo attraverso il suo obiettivo, così come uno scrittore fa con la penna o un pittore con il pennello. Chi conosce le sue immagini sa che per Roberto fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che ha già capito con la testa, perché una grande foto è l’immagine di un’idea. Raccoglie dell’attimo il sospiro, la confidenza, come i cieli grigi che tanto mi somigliano, schivi , o le albe infocate che nascondo dentro me stesso per pudore. Occhi, ah gli occhi quelli si mi hanno raccontato tanto, la strada della seta la strada per giungere fino alle mie lenti, che a volte diventano mio malgrado opache e mi ostacolano la visione sbriciolandosi in arcobaleni per una lacrima repentina che non riesco a bloccare, che il bello e il terribile si rimescolano e non c’è modo ancora di trascinare in un inganno le mie immagini. Paolo Staglianò. Geometrie ed Immagini
Una fantastica avventura content media
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Roberto Carta

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